Ozono-Terapia e Trattamenti

L'OZONO, con formula chimica O3, è la forma allotropica dell'ossigeno O2; infatti è composto da 3 atomi di ossigeno. Prodotto per la prima volta nel 1845 dallo studioso De la Rive, il suo nome deriva dal greco “ozein”, che significa “mando odore”, dal momento che questo gas ha un odore pungente e caratteristico.

Ad alte concentrazioni, essendo irritante, è dannoso respirare ozono, ma a dosi terapeutiche è molto utile alla salute per varie applicazioni mediche e non mediche. L’attenzione per l'ozono, deriva dal fatto che è conosciuto e studiato principalmente per il ruolo che svolge nell'equilibrio ecologico del nostro pianeta. Esso è, infatti, un componente naturale dell'atmosfera nei cui vari strati è presente in concentrazioni diverse. Si forma ad una notevole distanza dalla crosta terrestre, nella stratosfera, quindi a circa 30 km dal suolo, in seguito all'azione dei raggi ultravioletti sull'ossigeno. Oltre all’azione dei raggi ultravioletti, nel meccanismo di formazione può intervenire anche il lampo (effetto corona), in grado di dare l'energia necessaria affinché 3 molecole di ossigeno diventino 2 molecole di ozono.

L'ossigeno, ma soprattutto l'ozono, è in grado di assorbire i raggi ultravioletti solari, con un meccanismo ("effetto Urey") che consente una formazione costante di ozono nell'atmosfera. Per la sua capacità di assorbire i raggi ultravioletti, l'ozono è indispensabile per la vita sulla terra; essendo ricchi di energia, infatti, i raggi ultravioletti, se non filtrati, determinerebbero la denaturazione delle proteine e la distruzione di ogni forma di vita. Oltre a tale effetto protettivo, tuttavia, l'ozono ha anche un effetto tossico sull'uomo, che può essere determinato da una prolungata respirazione dell'atmosfera con una concentrazione di ozono oltre un certo limite.

Per le sue caratteristiche l’ozono è largamente utilizzato in vari modi, sia in ambito medico che in altri campi di applicazione, soprattutto in campo industriale dove il gas, grazie alle sue proprietà antisettiche, viene impiegato nella disinfezione delle acque (potabilizzazione e trattamento delle acque reflue) e nell'igienizzazione delle piscine. A tale scopo risulta più efficace del cloro, poiché è in grado di eliminare anche virus resistenti ad alte concentrazioni al cloro stesso. Per il suo potere ossidante, viene inoltre adoperato, per la neutralizzazione di gas di scarico contenenti solfato ed in diverse sintesi organiche. Negli ambienti sportivi l’ozono trova applicazione per la sanificazione degli ambienti, (palestre, spogliatoi, bagni, locali comuni), la balneoterapia ozonizzata, la cosmetica sportiva (prodotti e creme massaggianti a base di ozono).

Le applicazioni medicali di ozono sono molto diffuse e prevedono l’uso di questo gas sotto forma di una miscela con l’ossigeno, chiamata “ozono medicale” ed indicato con la sigla O2-O3. Storicamente l’applicazione di ozono in medicina, risale alla guerra 1915-18, durante la quale, grazie al già ricordato potere disinfettante dell'ozono, si poté evitare la diffusione della gangrena (o cancrena) in molte ferite agli arti. Successivamente è stata sperimentata con varie modalità e, su alcune patologie ha permesso di ottenere dei risultati terapeutici abbastanza validi. L'O2-O3 terapia ha avuto ampia diffusione nell'Europa orientale ed a Cuba, anche grazie al rapporto costo/beneficio che è assolutamente favorevole.

Negli ultimi cinquanta anni si è diffuso in Germania, Austria, Svizzera ed Italia, mentre negli Stati Uniti alcune strutture universitarie hanno iniziato già da tempo, a praticare trattamenti sperimentali nell’ambito della ricerca contro la diffusione dell’AIDS. Attualmente l’ozonoterapia è impiegata in svariate patologie, tra queste quelle di interesse ortopedico. Prima dell'utilizzo della ozonoterapia in ortopedia, le tecniche usate, fin dagli anni cinquanta, erano costituite da infiltrazione percutanee nel trattamento della lombosciatalgia, si iniettavano infatti enzimi in grado, almeno in parte, di sciogliere il contenuto del disco intervertebrale. Successivamente si passò all'ozono che costituì quindi un'importante innovazione nel trattamento della lombosciatalgia causata da ernia discale. Questa molecola è usata a determinate concentrazioni e a velocità di inoculazione controllata e costante in virtù della profondità e dell’importanza della patologia da trattare. Inoltre l'ozono medicale si impiega in tante altre malattie: diversi successi si hanno in angiologia, dermatologia, ematologia, immunologia, con distinte maniere di somministrazione, potendo infatti l’ozono essere somministrato per via intramuscolare, endovasale, intrarticolare e per via sottocutanea, come nel caso delle adiposità localizzata e della cellulite.

Sicuramente una delle principali applicazioni dell'O2-O3 è rappresentato dall’ernia del disco. Il metodo rappresenta un validissimo approccio al problema dell'ernia discale, dando un notevole contributo al miglioramento dei sintomi, tra cui il dolore, e favorendo complessivamente la biomeccanica della colonna vertebrale. Lo svolgimento di una seduta di ozonoterapia comincia con il prelievo, con apposita siringa, da parte del medico della miscela di O2-O3, che viene prodotta al momento con appositi macchinari.

Successivamente l’ozono medicale, in concentrazione e quantità stabilite di volta in volta dal medico, viene infiltrato nel tessuto muscolare ai lati della colonna vertebrale (modalità intramuscolare) nei cosiddetti spazi paravertebrali. Le azioni svolte da questa miscela gassosa sono diverse: vi è un'azione diretta sulla superficie del disco situato tra le vertebre, in quanto il contorno discale è ricco di doppi legami di zolfo e l’ozono agisce disgregando tali legami. La miscela medicale è in grado di stimolare in maniera incisiva la vascolarizzazione del disco intervertebrale: ciò comporta una migliore ossigenazione e nutrizione discale.

Questo spiega la cospicua riduzione delle aree di degenerazione discali, riscontrata spesso dopo alcune sedute e spiega, inoltre, anche perché l'effetto terapeutico sia di lunga durata. Le potenzialità della miscela O2-O3 nel migliorare la perfusione ematica capillare, il microcircolo, e l'ossigenazione dei tessuti sono note da tempo. Questa sua qualità, nell’ottimizzare la funzione del globulo rosso, è determinante nell'attenuare la sofferenza generale cui va incontro il disco intervertebrale in corso di erniazione. Infine non deve essere dimenticata l’azione dell’ozono sulle membrane cellulari, in grado di contribuire ad un miglioramento della funzione cellulare e quindi tissutale. Si migliora, così, non solo la componente discale, ma tutti i tessuti che circondano la lesione. Altra modalità di somministrazione dell’ossigeno-ozono è l’autoemoterapia, per cui viene prelevata una certa quantità di sangue dal paziente (come se donasse il sangue), opportunamente miscelata in un tempo ben definito con un'adatta quantità di ossigeno-ozono ad una precisa concentrazione e reinfusa nello stesso paziente.

Anche in questo caso lo scopo è la riossigenazione del sangue venoso. L'elasticità del globulo rosso aumenta così come la sua capacità a legare l'ossigeno ed a distribuirlo ai tessuti. L’eritrocita, più elastico e più ricco di ossigeno, può arrivare meglio nei capillari più piccoli, trasportando maggiore nutrimento, ad esempio calcio ed ossigeno ad un osso osteoporotico. In definitiva la miscela di ossigeno-ozono può in generale essere usato in tutte le malattie in cui i tessuti necessitano di una maggiore ossigenazione come nel caso di: arteriosclerosi, osteoporosi, artrosi, morbo di Raynaud, ulcere trofiche, insufficiente irrorazione arteriosa periferica, flebopatie, degenerazione maculare. Recentemente, questa metodica viene usata anche su alcune malattie degenerative su base immunitaria (es. artrite reumatoide) con risultati incoraggianti. Infine, come già precedentemente accennato, il miglioramento della vascolarizzazione ottenuto con l’O2-O3, può contribuire al miglioramento della cellulite e dell’adiposità localizzata determinando, insieme ad una riduzione del pannicolo adiposo/cellulitico, anche un attenuazione di alcuni sintomi come i formicoli agli arti inferiori e la sensazione di dolore.

Non esistono effetti collaterali di rilievo se tale trattamento è correttamente applicato; inoltre non causa reazioni allergiche di alcun tipo. Negli ultimi anni, nonostante un notevole incremento di questa metodica, non si sono registrati effetti collaterali o indesiderati, il che conferma come questa terapia sia priva di pericoli.